I giovani di oggi come si sentono? Come vengono considerati dai politici? E dal resto delle persone?
I giovani d’oggi sono considerati apatici, senza obiettivi concreti, individui immaturi incapaci di crescere e di assumersi alcuna responsabilità. Questa pare, perlomeno, l’opinione che gli adulti nutrono attualmente nei confronti della giovane generazione.
Tali caratteristiche sembrano emergere sia all’interno della scuola, dove lo studio non è più affrontato con serietà ed interesse, ma è considerato un semplice obbligo del quale sbarazzarsi al più presto, sia nella vita quotidiana, caratterizzata dalla ricerca del divertimento fine a se stesso.
I giovani italiani, in particolare, sono spesso definiti “bamboccioni”, persone che non vogliono allontanarsi dalla famiglia di origine e preferiscono continuare a vivere in casa, anziché diventare autonomi ed andare a vivere per conto proprio, sono considerati indifferenti, passivi, “computerizzati” e sembrano combattere le proprie rivoluzioni più nel mondo virtuale, che in quello reale.
Ma è davvero così? I giovani di oggi pensano soltanto a divertirsi e sono privi di ideali?
Oppure il quadro descritto dai “giovani di ieri” è soltanto una generalizzazione che non tiene conto di molti elementi importanti?
Partendo dall’analisi della realtà attuale, il lavoro precario ed i salari del tutto inadeguati rispetto al costo della vita, sembrano i veri motivi per cui i giovani continuano a vivere in famiglia.
Tale stato di cose, percepito come insolubile, pare, infatti, demotivare la nuova generazione dall’affrontare con serietà e con passione sia il percorso scolastico, che la costruzione di una futura società.
I giovani si dimostrano ormai annoiati e stanchi dinanzi ad insegnamenti standardizzati, puramente nozionistici.
Essi rifiutano ogni approccio educativo esclusivamente formale, privo di contenuti, e necessitano di un sistema formativo più completo, capace di coinvolgere lo studente nella sua interezza e di colmarne il vuoto interiore che causa spesso disinteresse e fuga verso altri diversivi.Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel discorso di fine anno dello scorso 31 dicembre 2010 li ha definiti il futuro dell’Italia, ma tutti o per lo meno la maggioranza si sente presa in giro, presa in giro sia dal mondo degli adulti sia dai ministri attuali che tentano di privatizzare la scuola. Voi che ne pensate?
Oppure il quadro descritto dai “giovani di ieri” è soltanto una generalizzazione che non tiene conto di molti elementi importanti?
Partendo dall’analisi della realtà attuale, il lavoro precario ed i salari del tutto inadeguati rispetto al costo della vita, sembrano i veri motivi per cui i giovani continuano a vivere in famiglia.
Tale stato di cose, percepito come insolubile, pare, infatti, demotivare la nuova generazione dall’affrontare con serietà e con passione sia il percorso scolastico, che la costruzione di una futura società.
I giovani si dimostrano ormai annoiati e stanchi dinanzi ad insegnamenti standardizzati, puramente nozionistici.
Essi rifiutano ogni approccio educativo esclusivamente formale, privo di contenuti, e necessitano di un sistema formativo più completo, capace di coinvolgere lo studente nella sua interezza e di colmarne il vuoto interiore che causa spesso disinteresse e fuga verso altri diversivi.Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel discorso di fine anno dello scorso 31 dicembre 2010 li ha definiti il futuro dell’Italia, ma tutti o per lo meno la maggioranza si sente presa in giro, presa in giro sia dal mondo degli adulti sia dai ministri attuali che tentano di privatizzare la scuola. Voi che ne pensate?
Ecco il pensiero di alcuni giovani:
“Ma il problema non sono i ragazzi...è proprio l'Italia...il governo che non va'...non è ben organizzato. Negli altri paesi (esempio Irlanda) la scuola funziona benissimo e i ragazzi se ne vanno tutti da casa presto...questo perchè si trova il lavoro e il governo aiuta!!!!!!”
“Compratela voi una casa in quest'epoca; oppure pagati l'affitto di 750 euro!
Non esiste un futuro stabile ma solo flessibile;
Responsabilità?
bussiamo alla porta di nessuno con una cassa di martini forse ci aprirà!
io e i miei amici quando tutto è perduto manteniamo la testa alta e tiriamo avanti.”
"Per "salvarsi" dalla crisi dovevano fare i tagli proprio nelle scuole? Vogliono che i talenti rimangano qui, ma per cosa... ve lo siete chiesti? Il governo non vuole far altro che sfruttare i ricercatori non pagandoli quando arriva il momento, dicendo loro che non ci sono fondi, fatto questo assumono altri ricercatori facendo la medesima cosa, e via di seguito (avendo così MANODOPERA GRATUITA), ma ci rendiamo conto?? Il mio consiglio è di laurearsi qui, imparare bene l'inglese e sloggiare alla velocità della luce appena si è trovato lavoro all'estero!!"
Ora diteci la vostra nei commenti e rispondete al sondaggio al lato!
Non esiste un futuro stabile ma solo flessibile;
Responsabilità?
bussiamo alla porta di nessuno con una cassa di martini forse ci aprirà!
io e i miei amici quando tutto è perduto manteniamo la testa alta e tiriamo avanti.”
"Per "salvarsi" dalla crisi dovevano fare i tagli proprio nelle scuole? Vogliono che i talenti rimangano qui, ma per cosa... ve lo siete chiesti? Il governo non vuole far altro che sfruttare i ricercatori non pagandoli quando arriva il momento, dicendo loro che non ci sono fondi, fatto questo assumono altri ricercatori facendo la medesima cosa, e via di seguito (avendo così MANODOPERA GRATUITA), ma ci rendiamo conto?? Il mio consiglio è di laurearsi qui, imparare bene l'inglese e sloggiare alla velocità della luce appena si è trovato lavoro all'estero!!"
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